Il Nebbiolo e il Supervulcano.

 

Immergiamoci oggi tra le dolci colline del Vercellese settentrionale e del Novarese, in quella terra dell’alto Piemonte che è definita «Terra del vino». Una micro regione vinicola a sé, delle piccole grandi DOC e di 2 DOCG d’eccellenza. Qui il vitigno principale è il Nebbiolo, il cui nome caratteristico della zona è Spanna, accompagnato da Vespolina e Croatina. La diversa struttura dei terreni con tendenza acida tipici di questi luoghi, conferisce una forte personalità alle uve che, sapientemente lavorate dai produttori, danno vita a un prodotto dal sapore unico.

Il terreno su cui si coltivano le viti è infatti composto da porfidi di origine vulcanica. Da quello che oggi viene denominato “Supervulcano Valsesia”, una struttura geologica oggi non più attiva unica al mondo, derivano terreni ricchi di minerali di altissima acidità, ghiaia e sabbia che conferiscono grande qualità al frutto ed eleganza al vino che ne deriva. Siamo nel luogo in cui sessanta milioni di anni fa avvenne lo scontro tra la placca tettonica africana e quella europea, da cui si originarono le Alpi. In tempi recenti alcuni studiosi hanno scoperto che proprio questo territorio è stato testimone di una potentissima esplosione provocata da un enorme vulcano molto prima che le due placche si scontrassero. A seguito di questo evento il vulcano affiorò e i geologi poterono ricostruirne la storia analizzandone gli strati rocciosi, l’importanza è tale per cui la valle divenne un parco protetto dall’UNESCO.

Ma cosa ha a che fare tutto ciò con il Nebbiolo?

Iniziamo un percorso ideale alla scoperta di odori e gusti che partendo da Lessona, passa per Roasio e Sostegno, arriva a Gattinara, giunge a Romagnano, sale a Boca e ridiscende a Ghemme, Sirrano e Fara. Tra questi luoghi troviamo un vino particolarmente coinvolto dall’antichissima esplosione: il Gattinara DOCG.

 

area delle castelle gattinara 2

 

Gattinara è prima di tutto un paese della provincia di Vercelli popolato sin dal V secolo la cui struttura urbana risale al Medioevo, come testimoniano i ruderi di impressionanti fortificazioni, come la Torre delle Castelle, risalente al XII-XII secolo, oggi simbolo della città, e il castello di San Lorenzo. Proprio qui, in quella che è anche definita «città del vino», si produce l’omonima bevanda: il Gattinara. Un vino DOCG la cui produzione è consentita solo nel territorio comunale, dal colore rosso granato tendente all’arancio con sentori di Viola e dal sapore asciutto, armonico caratterizzato dal tipico un retrogusto amarognolo. Il vino perfetto per la cucina del territorio: carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati. E ingrediente essenziale per il prelibato risotto locale.

Un riconoscimento che è tra i più antichi. DOC nel 1967 e DOCG nel 1990. Riconoscimento dovuto anche alla passione e perseveranza di chi, in queste zone, ha coltivato non solo le viti ma anche i propri sogni. Come l’azienda Travaglini, racconto di una famiglia che inizia nei lontani anni Venti del secolo scorso. Un impegno che ha coinvolto le generazioni successive, capaci di fondere tradizione e tecnica legate indissolubilmente al territorio e grate alla natura, principale artefice di questa storia.

Sito di approfondimento www.travaglinigattinara.com

 

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