Quando l'arte abita le colline.

 

Un paese che conta meno di duecento abitanti le cui origini si perdono nei secoli, che oggi appartiene al comune di Santo Stefano Belbo. Qui ha preso vita un progetto che, se è innanzitutto un connubio tra arte e territorio, è anche la visione di un museo fruibile in ogni momento, senza limitazioni o vincoli. Così l’attenzione scorre rapita tra un paesaggio, pennellata sapiente della natura, e una scultura, opera inattesa di un artista prima sconosciuto.

Un luogo che non ha sposato nessuna forma artistica in particolare. Al contrario. Vuole promuovere la diversità, porsi a difesa delle culture e delle tradizioni accostando Pop Art, Neorealismo, Street Art, grafica, design. Al centro ci sono gli artisti. E gli abitanti di Camo. Infatti parte integrante del progetto è stata sviluppare la residenza d’artista. Così le porte delle case di Camo si sono spalancate accogliendo proprio loro, gli artefici di tanta bellezza. Una unità, il paese, che racchiude la molteplicità delle forme dell’arte in uno scambio che vuole comunicare, che è comunicazione.

camo collin arte

La Slow Art.

Come accaduto nell’ambito del food, anche l’arte sta cercando di convertirsi dal fast allo slow. E camminando lungo queste strade, in un abbraccio tra cielo e terra che sembra infinito, è facile comprendere come Camo sia diventato il luogo perfetto per provarci davvero!

Un viaggio tra arte e letteratura, infatti Santo Stefano Belbo è anche il paese che ha visto nascere Cesare Pavese, uno tra i grandi scrittori italiani del secolo scorso. Il paese dove scorrono le vicende del romanzo “La luna e i falò”. Dove lo scrittore passò molto tempo della sua giovinezza, quel periodo della vita dove tutto sembra possibile. E quel paese che tanto sognava di lasciare perché era ambizioso e voleva girare il mondo. Ma poi scriveva, un paese vuol dire non essere soli. Anche quando non ci sei, resta ad aspettarti.

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 CULLA DI BACCO